Web marketing, SEO e comunicazione
SEO e Posizionamento
Avere un bel sito che però non è ottimizzato per i motori di ricerca o che magari è stato sviluppato con tecniche non apprezzate dagli spider dei più comuni motori di ricerca, rende del tutto inutile la presenza online del sito stesso. L'obiettivo del SEO (Search Engine Optimization) è perciò quello di rendere più "gradito" il sito web agli stessi motori di ricerca, per far sì che questi ne indicizzino più rapidamente i contenuti e ne favoriscano la posizione all'interno delle pagine di ricerca. Il posizionamento di un sito sulle pagine di ricerca è di assoluta importanza: è dimostrato che quasi nessun utente di Google per esempio va mai oltre la terza pagina in una ricerca.
Il livello di popolarità di un sito, detto Page Rank, è un altro elemento fondamentale nelle dinamiche del web: più alto sarà il tuo pageranking, maggiore sarà la visibilità delle tue pagine web.
L’ottimizzazione di un sito web è un processo lungo e piuttosto complesso che coinvolge una serie di attività diverse, sia sotto l'aspetto tecnico-strutturale del sito, sia contenutistico. E' quindi un lavoro sinergico che coinvolge tutto il sito internet da varie angolature e che deve essere svolto con attenzione da professionisti in diversi settori.
SEM - Search Engine Marketing
Il SEM - Search Engine Marketing è un'attività specifica per individuare le parole chiave più pertinenti alla vostra attività online e generare un maggiore traffico sul vostro sito. Gli utenti quasi sempre arrivano ai siti web ricercando determinate parole chiave sui motori di ricerca. Capire quali siano le parole chiave di ricerca in grado di indirizzare il maggior numero di visitatori interessati al vostro prodotto sul vostro sito, è quindi un aspetto decisivo.
Pay Per Click
Se il tuo sito internet è appena nato, anche se realizzato rispettando tutte le buone pratiche per favorirne l’indicizzazione sui motori di ricerca, volendo velocizzare l’afflusso di nuovi visitatori e per aumentarne il traffico (quindi anche il rendimento), potrebbe essere necessario iniziare una campagna di Pay Per Click con gli strumenti messi a disposizione di Google per i cosiddetti “annunci sponsorizzati”.
Grazie a questo strumento, ogni volta che un utente della rete cercherà le parole chiave collegate alla tua attività, verrà visualizzato un annuncio sponsorizzato ad hoc che rimanderà direttamente al tuo sito. Il costo di questo tipo di promozione si calcola in base al numero dei clic che il tuo annuncio riceverà, mentre non pagherai niente se gli utenti non arriveranno al tuo sito.
Il vantaggio più evidente di questo tipo di promozione pay per click, è quello di sollecitare accessi al sito "di qualità" ovvero selezionando precedentemente il target al quale ci si vuole rivolgere in base alle proprie preferenze e facendosi trovare solo da un pubblico particolarmente interessato.E' necessario uno studio approfondito sulla rete, per analizzare i competitor e identificare - e di conseguenza valorizzare - gli investimenti su parole chiave che abbiano un alto rendimento. Nell'utilizzo dei sistemi di pay per click dove in alcuni settori si raggiungono costi esorbitanti generati da una competizione senza tregua, una puntuale analisi è indispensabile per evitare di spendere somme di denaro eccessive con un ritorno di investimento deludente. Per questo motivo si aggiunge sempre l'ulteriore risorsa di un monitoraggio dettagliato delle visite e delle frequentazioni del tuo sito, tramite lo strumento Google Analytics, col quale è possibile analizzare nei minimi particolari la provenienza degli utenti, le parole chiave utilizzate e molte altre informazioni che consentono una profilazione precisa del target.
Social Marketing e Social Network
Il Social Media Marketing si basa soprattutto sulla partecipazione, l'effetto comunità e la condivisione. La sua caratteristica principale è creare contenuti per una comunità online, condividerli con questa comunità e costruirsi una propria reputazione su un argomento specifico ed una sorta di affiliazione da parte degli utenti.
La diffusione dei social network, come Facebook e Twitter, il nuovo Google Plus e gli altri, in relazione a questa attività è una risorsa da non escludere assolutamente. Cinquepunti puo' curare e mantenere il tuo profilo personale o aziendale, a beneficio di una maggiore visibilità ottenuta grazie all'interazione con gli utenti ed ad una loro partecipazione diretta. Essere presenti sui Social Network infatti vuol dire soprattutto "esporsi" per comunicare ed ovviamente essere, in un'ottica bidirezionale, soggetti a domande, critiche e chiarimenti. Questi lati della comunicazione sono certamente la parte più delicata della gestione di account aziendali.
I risultati positivi da una corretta gestione degli account sui Social Network sono sicuramente l’affermazione del brand, la crescita della popolarità online e di conseguenza offline, oltre l’affermazione di una solidità societaria online; affermazione che deriva dalla capacità di rapportarsi attraverso strumenti di comunicazione digitale con i propri clienti o futuri tali.
Article Marketing
Ogni contenuto originale collegato alla tua attività sarà ben premiato da internet, quindi produrre testi e diffonderli su tutta la rete servirà ad aumentare la eco della tua attività o a pubblicizzare il tuo link. Questa attività si chiama Article Marketing e si riconduce in particolare alla redazione di testi specifici ottimizzati per i motori di ricerca che illustreranno la vostra azienda e i vostri prodotti.
La stesura degli articoli da diffondere in rete, sarà assolutamente “seo friendly”; per favorire la catalogazione delle pagine del sito web in relazione a ricerche specifiche nei motori.
Gli articoli saranno poi pubblicati sui principali canali di diffusione di article marketing, sotto forma di articoli o comunicati stampa con il link al vostro sito internet.
Nel servizio è inclusa l'attività di monitoraggio delle posizioni delle parole chiave sulle pagine dei motori di ricerca ed una reportistica periodica dei link ottenuti.
mercoledì 12 giugno 2013
lunedì 10 giugno 2013
Perché rivolgersi a un professionista? Www.sitiwebafirenze.com
Perche rivolgersi a un professionista?
Grazie alla grande esperienza e all’utilizzo di tool avanzati per l’analisi web, sappiamo esattamente come e cosa cercano i tuoi clienti sul web e conosciamo i loro comportamenti d’acquisto; per questo motivo sappiamo individuare velocemente il tuo target e trasformarlo in alte percentuali in clientela.
Secondo le nostre stime, una campagna gestita professionalmente può arrivare ad aumentare il tuo Ritorno sull’Investimento anche del 70% rispetto a una campagna condotta in autonomia. I nostri Adwords Campaign Optimizer ottimizzeranno il tuo budget al fine di farti reperire il maggior numero di clienti al minor costo possibile.
Quanto costa?
Il costo del servizio dipende dal tuo settore, dal budget e dalla concorrenza. Per avere un’idea più dettagliata o ottenere un preventivo compila la form. Ti richiameremo per darti informazioni gratuite .
Che cos’è Google Adwords e come funziona?
Adwords è il sistema pubblicitario di Google e permette di dare visibilità alla propria attività sul motore di ricerca. I tuoi annunci appaiono solo quando gli utenti digitano determinate parole chiave su Google; ovviamente tali “parole chiave” sono quelle strettamente legate al tuo prodotto o servizio. Quando un potenziale cliente interessato alla tua attività clicca sul tuo annuncio, Google ti scala un piccolo credito che può arrivare ad essere perfino di pochi centesimi di euro se la campagna è stata ben ottimizzata. Tale costo per click è definito da un’asta tra gli inserzionisti dello stesso settore e tanto più la campagna è gestita in maniera professionale tanto minore sarà il costo e tanto più in alto appariranno i tuoi annunci.
Se desideri un preventivo o vuoi saperne di più sui nostri servizi di realizzazione e ottimizzazione di campagne Adwords
Grazie alla grande esperienza e all’utilizzo di tool avanzati per l’analisi web, sappiamo esattamente come e cosa cercano i tuoi clienti sul web e conosciamo i loro comportamenti d’acquisto; per questo motivo sappiamo individuare velocemente il tuo target e trasformarlo in alte percentuali in clientela.
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Quanto costa?
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Che cos’è Google Adwords e come funziona?
Adwords è il sistema pubblicitario di Google e permette di dare visibilità alla propria attività sul motore di ricerca. I tuoi annunci appaiono solo quando gli utenti digitano determinate parole chiave su Google; ovviamente tali “parole chiave” sono quelle strettamente legate al tuo prodotto o servizio. Quando un potenziale cliente interessato alla tua attività clicca sul tuo annuncio, Google ti scala un piccolo credito che può arrivare ad essere perfino di pochi centesimi di euro se la campagna è stata ben ottimizzata. Tale costo per click è definito da un’asta tra gli inserzionisti dello stesso settore e tanto più la campagna è gestita in maniera professionale tanto minore sarà il costo e tanto più in alto appariranno i tuoi annunci.
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Realizzazione campagne Google Adwords
Realizzazione Campagne Google Adwords
Vuoi dare visibilità al tuo sito?
Cerchi nuovi clienti tramite il web?
Desideri promuovere i tuoi prodotti o servizi sul motore di ricerca?
Promuoviamo efficacemente il tuo business su Google grazie a campagne annunci mirate agli utenti
che stanno cercando i tuoi prodotti. Siamo professionisti nel set-up e ottimizzazione di campagne Adwords.
Campagne annunci pay per click Google Adwords
Setup e ottimizzazione Campagne Adwords
Realizziamo campagne Google Adwords finalizzate alla vendita, alla lead generation (reperimento di nuovi contatti/clienti via web), vendita, traffico, visibilità sui motori di ricerca.
La nostra attività consiste in una serie di azioni preliminari volte ad individuare nel tuo settore di riferimento:
- i principali competitors
- le parole chiave che i tuoi potenziali clienti cercano su Google
- i costi e il tipo di campagna (ricerca, display, remarketing) in base al tuo budget e ai tuoi obbiettivi
Una volta definita la strategia realizziamo la tua Campagna Adwords e la mettiamo online monitorandola quotidianamente ed ottimizzandone i risultati nel tempo al fine di ottenere il maggior numero di “conversioni” (vendite/richieste di contatto/iscrizioni ecc…) al minor budget possibile.
Il nostro team è inoltre esperto nella costruzione di landing pages persuasive ovvero di pagine costruite appositamente per migliorare il tasso di vendite o di contatti di una campagna. La sinergia di tutte le operazioni ti assicura i massimi risultati con il minimo investimento.
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- i principali competitors
- le parole chiave che i tuoi potenziali clienti cercano su Google
- i costi e il tipo di campagna (ricerca, display, remarketing) in base al tuo budget e ai tuoi obbiettivi
Una volta definita la strategia realizziamo la tua Campagna Adwords e la mettiamo online monitorandola quotidianamente ed ottimizzandone i risultati nel tempo al fine di ottenere il maggior numero di “conversioni” (vendite/richieste di contatto/iscrizioni ecc…) al minor budget possibile.
Il nostro team è inoltre esperto nella costruzione di landing pages persuasive ovvero di pagine costruite appositamente per migliorare il tasso di vendite o di contatti di una campagna. La sinergia di tutte le operazioni ti assicura i massimi risultati con il minimo investimento.
martedì 28 maggio 2013
Perché monitorare il web?
Perché monitorare il web?
Con molta probabilità 10/12 anni fa la tua azienda non aveva ancora un sito web. In quel periodo non era ancora ben chiaro quale fosse lo scopo di averne uno. La percezione era simile a quella dell'acquisto di un fax, strumento aziendale che "dovevi avere"; di conseguenza i primi siti web erano letteralmente "acquistati" come un bene materiale, solo per poterne indicare il link sulla carta intestata insieme alla propria email. Davano un tono di "al passo con i tempi".
Dopo il sito è arrivato il web marketing primordiale, percepito come incerta strategia che avrebbe voluto, chissà perché, posizionare il tuo sito ai primi posti dei motori di ricerca. (In quel periodo il "banner" era l'unica vaga idea di promozione per chi iniziava a credere nel web).
Perché spendere soldi in questa direzione quando il mio mercato è nel mondo reale?
Oggi esistono due tipi di aziende: Ci sono quelle che si sono evolute, cioè quelle che hanno imparato prima di altre a vedere e considerare il web come un'opportunità, che hanno capito che internet è uno dei fattori predominanti di ogni attività e che è necessario dedicarci tempo e risorse.
Il secondo tipo di azienda è quella che continua a pensare al web come un fax, e che rischia l'estinzione , perché sta per essere tagliata fuori da un mondo che si è spostato sulla rete continuando ad ignorare quelle che un tempo erano opportunità e che oggi sono invece necessità primarie e imprescindibili.
Scopriamo perché.
Un passato recente, molto molto lontano.
Fino a qualche tempo fa la reputazione e l'immagine delle aziende era costruita unicamente dall'azienda stessa per mezzo di operazioni di comunicazione monodirezionale, dall'azienda al cliente.
Se, usando la stessa marca di sapone "delle dive" ti trovavi male, sicuramente la colpa non era del sapone ma della tua pelle, visto che le dive lo usavano trovandosi meravigliosamente.
L'azienda utilizzava i tradizionali canali della pubblicità e dei media per promuovere i propri prodotti e sé stessa con messaggi che, oltre a non essere verificabili, non permettevano repliche, se non attraverso associazioni di consumatori.
I problemi e le criticità rappresentavano l'eccezione ed erano comunque facilmente gestibili in quanto la loro velocità di diffusione e di coinvolgimento delle persone era molto lenta e si perdeva nel tempo, affievolendosi fino ad essere dimenticata. Nei casi più gravi, le efficaci operazioni di recupero avviate dagli uffici stampa permettevano di mettere a tacere situazioni che dopo breve nessuno avrebbe più ricordato.
Con ciò non si vuole sminuire l'operato delle aziende ma solo il fatto che, prima, era relativamente facile tenere sotto controllo ogni situazione e il potere comunicativo dell'azienda era molto più potente e influente di quello dei propri clienti.
Il nuovo mondo.
Nell'era del web 2.0 o, per dirla meglio, "oggi", la rete ha preso il sopravvento. I consumatori, gli utenti, la gente comune, ha assunto il potere comunicativo e può contare su un numero praticamente infinito di relazioni, di contatti e di canali per diffondere in tempo reale ogni pensiero.
Qualunque sia la natura e la posizione di ciascun pensiero, la rete lo rende indelebile. Ciò che dicono gli utenti rimane per sempre, da qualche parte, nella rete. Non scade mai.
E può essere trovato con estrema facilità in qualunque momento, da chiunque.
Le opinioni espresse dagli utenti e il passaparola creato dalle loro relazioni non è più controllabile. Coinvolge chiunque e qualunque cosa, compresi i prodotti, le aziende e i brand, ecc.
Il pensiero degli utenti non è sempre collegato alle azioni aziendali (promozioni, comunicazione, eventi, ecc.) e cresce costantemente. Si consolida nel tempo può ed aumentare il numero di utenti raggiunti.
Ad animare tutto questo, c'è l'idea comune di poter essere di aiuto ai propri amici o ad altri utenti, di condividere le proprie esperienze, ecc.
La reputazione, la percezione dei brand e dei prodotti, il gradimento e le critiche oggi sono sui blog, sui forum, sui social media, ecc. Vengono espresse in tempo reale, alimentano discussioni, influenzano e orientano i consumi. A prescindere da ciò che dice l'azienda.
Perché il commento di un altro utente è genuino, gratuito, informale e sincero. Perché è frutto di una esperienza e il bisogno di condividerla crea il più potente veicolo promozionale.
I clienti non sono più consumatori
Il cliente non è più un consumatore, ha assunto il ruolo di influenzatore.
Una volta, il marketing insegnava che un cliente insoddisfatto avrebbe parleto male di noi ad almeno altre 10 persone. (Per alcuni erano 7, per altri 15, ecc.)
Nel mondo on-line della condivisione e della relazione ogni giudizio negativo ha la capacità di influenzare decine di migliaia di potenziali clienti.
Come abbiamo visto, questa insoddisfazione manifestata, se non gestita, rimane sul web per sempre.
E si propaga in modo costante.
Questa pagina inizia indicando ciò che fa l'85% degli utenti: cosultare il web per orientarsi prima di un acquisto.
E se cercasse la tua azienda o un tuo prodotto, come verrebbe orientato dalle informazioni trovate in rete?
Con molta probabilità 10/12 anni fa la tua azienda non aveva ancora un sito web. In quel periodo non era ancora ben chiaro quale fosse lo scopo di averne uno. La percezione era simile a quella dell'acquisto di un fax, strumento aziendale che "dovevi avere"; di conseguenza i primi siti web erano letteralmente "acquistati" come un bene materiale, solo per poterne indicare il link sulla carta intestata insieme alla propria email. Davano un tono di "al passo con i tempi".
Dopo il sito è arrivato il web marketing primordiale, percepito come incerta strategia che avrebbe voluto, chissà perché, posizionare il tuo sito ai primi posti dei motori di ricerca. (In quel periodo il "banner" era l'unica vaga idea di promozione per chi iniziava a credere nel web).
Perché spendere soldi in questa direzione quando il mio mercato è nel mondo reale?
Oggi esistono due tipi di aziende: Ci sono quelle che si sono evolute, cioè quelle che hanno imparato prima di altre a vedere e considerare il web come un'opportunità, che hanno capito che internet è uno dei fattori predominanti di ogni attività e che è necessario dedicarci tempo e risorse.
Il secondo tipo di azienda è quella che continua a pensare al web come un fax, e che rischia l'estinzione , perché sta per essere tagliata fuori da un mondo che si è spostato sulla rete continuando ad ignorare quelle che un tempo erano opportunità e che oggi sono invece necessità primarie e imprescindibili.
Scopriamo perché.
Un passato recente, molto molto lontano.
Fino a qualche tempo fa la reputazione e l'immagine delle aziende era costruita unicamente dall'azienda stessa per mezzo di operazioni di comunicazione monodirezionale, dall'azienda al cliente.
Se, usando la stessa marca di sapone "delle dive" ti trovavi male, sicuramente la colpa non era del sapone ma della tua pelle, visto che le dive lo usavano trovandosi meravigliosamente.
L'azienda utilizzava i tradizionali canali della pubblicità e dei media per promuovere i propri prodotti e sé stessa con messaggi che, oltre a non essere verificabili, non permettevano repliche, se non attraverso associazioni di consumatori.
I problemi e le criticità rappresentavano l'eccezione ed erano comunque facilmente gestibili in quanto la loro velocità di diffusione e di coinvolgimento delle persone era molto lenta e si perdeva nel tempo, affievolendosi fino ad essere dimenticata. Nei casi più gravi, le efficaci operazioni di recupero avviate dagli uffici stampa permettevano di mettere a tacere situazioni che dopo breve nessuno avrebbe più ricordato.
Con ciò non si vuole sminuire l'operato delle aziende ma solo il fatto che, prima, era relativamente facile tenere sotto controllo ogni situazione e il potere comunicativo dell'azienda era molto più potente e influente di quello dei propri clienti.
Il nuovo mondo.
Nell'era del web 2.0 o, per dirla meglio, "oggi", la rete ha preso il sopravvento. I consumatori, gli utenti, la gente comune, ha assunto il potere comunicativo e può contare su un numero praticamente infinito di relazioni, di contatti e di canali per diffondere in tempo reale ogni pensiero.
Qualunque sia la natura e la posizione di ciascun pensiero, la rete lo rende indelebile. Ciò che dicono gli utenti rimane per sempre, da qualche parte, nella rete. Non scade mai.
E può essere trovato con estrema facilità in qualunque momento, da chiunque.
Le opinioni espresse dagli utenti e il passaparola creato dalle loro relazioni non è più controllabile. Coinvolge chiunque e qualunque cosa, compresi i prodotti, le aziende e i brand, ecc.
Il pensiero degli utenti non è sempre collegato alle azioni aziendali (promozioni, comunicazione, eventi, ecc.) e cresce costantemente. Si consolida nel tempo può ed aumentare il numero di utenti raggiunti.
Ad animare tutto questo, c'è l'idea comune di poter essere di aiuto ai propri amici o ad altri utenti, di condividere le proprie esperienze, ecc.
La reputazione, la percezione dei brand e dei prodotti, il gradimento e le critiche oggi sono sui blog, sui forum, sui social media, ecc. Vengono espresse in tempo reale, alimentano discussioni, influenzano e orientano i consumi. A prescindere da ciò che dice l'azienda.
Perché il commento di un altro utente è genuino, gratuito, informale e sincero. Perché è frutto di una esperienza e il bisogno di condividerla crea il più potente veicolo promozionale.
I clienti non sono più consumatori
Il cliente non è più un consumatore, ha assunto il ruolo di influenzatore.
Una volta, il marketing insegnava che un cliente insoddisfatto avrebbe parleto male di noi ad almeno altre 10 persone. (Per alcuni erano 7, per altri 15, ecc.)
Nel mondo on-line della condivisione e della relazione ogni giudizio negativo ha la capacità di influenzare decine di migliaia di potenziali clienti.
Come abbiamo visto, questa insoddisfazione manifestata, se non gestita, rimane sul web per sempre.
E si propaga in modo costante.
Questa pagina inizia indicando ciò che fa l'85% degli utenti: cosultare il web per orientarsi prima di un acquisto.
E se cercasse la tua azienda o un tuo prodotto, come verrebbe orientato dalle informazioni trovate in rete?
Ascolta il web per capire chi sei
Ascolta il web, per capire chi sei.
Il punto di partenza è l'ascolto. Si può iniziare da oggi, oppure si può iniziare oggi cercando le informazioni di tutto ciò che è successo fino ad oggi.
Scoprirai cose che non erano state previste, cose totalmente contrarie alla realtà, commenti banali o scorretti ma anche entusiasmanti, idee, consigli e trovate geniali.
Scoprirai che esistono utenti fedelissimi davvero appassionati a ciò che fai e altri che non ti consigliano o che paragonano i tuoi prodotti a quelli di aziende che tu non consideri concorrenti.
Scoprirai ciò che sei, visto dal lato dei clienti veri.
Ascolta il web, per capire cosa offri
Il tuo prodotto di punta, perfetto e indistruttibile, è davvero percepito così da chi lo usa?
E del prodotto concorrente cosa si pensa?
Il monitoraggio e l'analisi dei giudizi espressi dall'utente inizia a prendere forma e ti permette di individuare i punti di forza e i punti deboli di ogni prodotto o servizio del tuo settore.
Intervenire, partecipare
La parola chiave del momento è "partecipare", relazionarsi, mostrare la propria presenza e disponibilità.
Per farlo è necessario monitorare il web, non solo per analizzare i giudizi degli utenti ma anche per conoscere, in tempo reale, se ci sono situazioni che richiedono un intervento immediato.
Il punto di partenza è l'ascolto. Si può iniziare da oggi, oppure si può iniziare oggi cercando le informazioni di tutto ciò che è successo fino ad oggi.
Scoprirai cose che non erano state previste, cose totalmente contrarie alla realtà, commenti banali o scorretti ma anche entusiasmanti, idee, consigli e trovate geniali.
Scoprirai che esistono utenti fedelissimi davvero appassionati a ciò che fai e altri che non ti consigliano o che paragonano i tuoi prodotti a quelli di aziende che tu non consideri concorrenti.
Scoprirai ciò che sei, visto dal lato dei clienti veri.
Ascolta il web, per capire cosa offri
Il tuo prodotto di punta, perfetto e indistruttibile, è davvero percepito così da chi lo usa?
E del prodotto concorrente cosa si pensa?
Il monitoraggio e l'analisi dei giudizi espressi dall'utente inizia a prendere forma e ti permette di individuare i punti di forza e i punti deboli di ogni prodotto o servizio del tuo settore.
Intervenire, partecipare
La parola chiave del momento è "partecipare", relazionarsi, mostrare la propria presenza e disponibilità.
Per farlo è necessario monitorare il web, non solo per analizzare i giudizi degli utenti ma anche per conoscere, in tempo reale, se ci sono situazioni che richiedono un intervento immediato.
mercoledì 22 maggio 2013
Novità di Google
Le novità di Google I/O per il business e per l’education
Di Andrea Testa - 22 maggio 2013 - TECNOLOGIA
Google I/O è una conferenza annuale ormai giunta alla 6a edizione. Google ha presentato a San Francisco rilevanti novità sotto un po’ tutti i fronti toccati dall’azienda e non ha mancato di sottolineare la sua vision e le idee che la stanno rendendo protagonista della scena tecnologia contemporanea.
I temi principali, su cui si giocherà la partita IT del domani, che i più grandi attori del settore ed analisti (Gartner in primis) hanno ipotizzato essere vincenti nel prossimo medio, lungo termine, sono essenzialmente 4 e cioè cloud, mobile, information e social. Sulla base di queste stime appare evidente come Google sia ben posizionata e come potrà essere parte attiva del mercato.
Il Google I/O 2013 ha introdotto molti elementi che porteranno l’user experience degli utenti ad essere la più coinvolgente ed unificata a prescindere dal dispositivo utilizzato (mobile), che renderanno possibile usufruire di migliori strumenti di messaggistica e collaboration (social), che consentiranno un accesso più economico all’enorme potenza di calcolo offerta dal gigante del web (cloud) e permetteranno di lavorare, studiare ed accedere alle stesse informazioni disponibili in contesti privati (information).
Cloud Platform
Google Compute Engine, la piattaforma di “calcolo puro” su cui acquistare macchine virtuali, è ora stato rilasciato pubblicamente all’indirizzo http://cloud.google.com. Il Google Cloud Datastore, in prima istanza disponibile nelle applicazioni Appengine, è ora stato promosso a servizio stand alone, mentre con l’introduzione di un ambiente di esecuzione PHP (la richiesta più quotata dal lancio del servizio) e di un nuovo conteggio orario del billing, Appengine apre le porte a moltissimi sviluppatori web.
Google Apps e Google Plus
Apps ha ora a disposizione un più recente subset di API di amministrazione, l’Admin SDK, utili per la realizzazione di software ancora più integrato con la piattaforma. Questa SDK migliora e consolida le precedenti API ed introduce nuove possibilità con le Directory e Reports API.
Novità anche per Google Plus, ora utilizzabile anche in ambiente enterprise grazie alla presenza di interfacce di programmazione che consentono modifiche in scrittura su post e cerchie.
I programmatori di Google hanno anche rinnovato il layout di questo servizio social ispirandosi, per la versione desktop, ad una concezione ed un design molto più tablet/mobile oriented.
Google Hangouts è disponibile in una nuova versione che sostituirà presto la tradizionale ed un po’ attempata chat ed applicazione Google Talk nel mondo Android. Funzionalità supportate e degne di nota sono l’invio di immagini e di video oltre che al puro testo ed una migliore e più estesa copertura dei device iOS: anche con smartphone e tablet Apple gli utenti potranno partecipare a video ritrovi di gruppo fino a 15 persone.
Gmail dispone ora di una gestione dello spazio unificato a Drive e mette a disposizione dei propri utenti non solo un unico storage di 30 GB ma anche la possibilità di ingrandire a piacimento la propria inbox. Un ulteriore elemento innovativo annunciato proprio durante la conferenza è stato l’introduzione dei pulsanti di azione rapida: il sistema riconoscerà la tipologia ed il formato dei messaggi ricevuti e proporrà dei pulsanti azione intelligenti per intraprendere determinati task senza dover effettivamente aprire e leggere l’email. Ad esempio sarà possibile, ricevuto un appuntamento di calendario, confermare o negare la nostra presenza, oppure accedere con un solo click ad un documento condiviso senza dover raggiungere il suo link all’interno del testo.
Il servizio di posta elettronica è ora in grado di supportare, negli Stati Uniti, l’invio di somme di denaro tramite Google Wallet, uno strumento che è in grado di garantire gli adeguati standard di sicurezza necessaria in tutte le transizioni economiche.
For Education
Importanti anche le news inerenti al mondo studentesco: Google ha reso noto che nel mondo sono ben 25 milioni le persone (non solo ragazzi ma anche personale didattico e dello staff scolastico ed universitario) che quotidianamente accedono ai servizi erogati dalla piattaforma Apps in questa declinazione. Per loro sarà presto disponibile un canale dedicato di Play con cui distribuire e consentire l’accesso ad un enorme ventaglio di soluzioni educative studiate per i device Android: Chrome OS ed i Chromebook resteranno disponibili come dispositivi For Edu, ma saranno anche affiancati dai tablet Nexus, una scelta che premierà ancor di più l’adozione di tutta la suite Apps.
In conclusione quello che emerge dalla 6a conferenza I/O è un ecosistema Google ancora più coeso, focalizzato sul futuro delle tecnologie IT e molto attento ai bisogni Business ed Education: come al solito siamo curiosi di provare con mano queste e tutte le novità che il team di Mountain View ci riserverà ancora.
Articolo scritto da Andrea Testa
Laureato in Comunicazione Digitale, curioso ed affascinato dall'informatica, specialista Google Apps. Sviluppatore software, ama tutto ciò che si manifesta sotto forma di intelligenza, tecnica ed innovazione, come il web e l'open source.
Contatta l'autore
Di Andrea Testa - 22 maggio 2013 - TECNOLOGIA
Google I/O è una conferenza annuale ormai giunta alla 6a edizione. Google ha presentato a San Francisco rilevanti novità sotto un po’ tutti i fronti toccati dall’azienda e non ha mancato di sottolineare la sua vision e le idee che la stanno rendendo protagonista della scena tecnologia contemporanea.
I temi principali, su cui si giocherà la partita IT del domani, che i più grandi attori del settore ed analisti (Gartner in primis) hanno ipotizzato essere vincenti nel prossimo medio, lungo termine, sono essenzialmente 4 e cioè cloud, mobile, information e social. Sulla base di queste stime appare evidente come Google sia ben posizionata e come potrà essere parte attiva del mercato.
Il Google I/O 2013 ha introdotto molti elementi che porteranno l’user experience degli utenti ad essere la più coinvolgente ed unificata a prescindere dal dispositivo utilizzato (mobile), che renderanno possibile usufruire di migliori strumenti di messaggistica e collaboration (social), che consentiranno un accesso più economico all’enorme potenza di calcolo offerta dal gigante del web (cloud) e permetteranno di lavorare, studiare ed accedere alle stesse informazioni disponibili in contesti privati (information).
Cloud Platform
Google Compute Engine, la piattaforma di “calcolo puro” su cui acquistare macchine virtuali, è ora stato rilasciato pubblicamente all’indirizzo http://cloud.google.com. Il Google Cloud Datastore, in prima istanza disponibile nelle applicazioni Appengine, è ora stato promosso a servizio stand alone, mentre con l’introduzione di un ambiente di esecuzione PHP (la richiesta più quotata dal lancio del servizio) e di un nuovo conteggio orario del billing, Appengine apre le porte a moltissimi sviluppatori web.
Google Apps e Google Plus
Apps ha ora a disposizione un più recente subset di API di amministrazione, l’Admin SDK, utili per la realizzazione di software ancora più integrato con la piattaforma. Questa SDK migliora e consolida le precedenti API ed introduce nuove possibilità con le Directory e Reports API.
Novità anche per Google Plus, ora utilizzabile anche in ambiente enterprise grazie alla presenza di interfacce di programmazione che consentono modifiche in scrittura su post e cerchie.
I programmatori di Google hanno anche rinnovato il layout di questo servizio social ispirandosi, per la versione desktop, ad una concezione ed un design molto più tablet/mobile oriented.
Google Hangouts è disponibile in una nuova versione che sostituirà presto la tradizionale ed un po’ attempata chat ed applicazione Google Talk nel mondo Android. Funzionalità supportate e degne di nota sono l’invio di immagini e di video oltre che al puro testo ed una migliore e più estesa copertura dei device iOS: anche con smartphone e tablet Apple gli utenti potranno partecipare a video ritrovi di gruppo fino a 15 persone.
Gmail dispone ora di una gestione dello spazio unificato a Drive e mette a disposizione dei propri utenti non solo un unico storage di 30 GB ma anche la possibilità di ingrandire a piacimento la propria inbox. Un ulteriore elemento innovativo annunciato proprio durante la conferenza è stato l’introduzione dei pulsanti di azione rapida: il sistema riconoscerà la tipologia ed il formato dei messaggi ricevuti e proporrà dei pulsanti azione intelligenti per intraprendere determinati task senza dover effettivamente aprire e leggere l’email. Ad esempio sarà possibile, ricevuto un appuntamento di calendario, confermare o negare la nostra presenza, oppure accedere con un solo click ad un documento condiviso senza dover raggiungere il suo link all’interno del testo.
Il servizio di posta elettronica è ora in grado di supportare, negli Stati Uniti, l’invio di somme di denaro tramite Google Wallet, uno strumento che è in grado di garantire gli adeguati standard di sicurezza necessaria in tutte le transizioni economiche.
For Education
Importanti anche le news inerenti al mondo studentesco: Google ha reso noto che nel mondo sono ben 25 milioni le persone (non solo ragazzi ma anche personale didattico e dello staff scolastico ed universitario) che quotidianamente accedono ai servizi erogati dalla piattaforma Apps in questa declinazione. Per loro sarà presto disponibile un canale dedicato di Play con cui distribuire e consentire l’accesso ad un enorme ventaglio di soluzioni educative studiate per i device Android: Chrome OS ed i Chromebook resteranno disponibili come dispositivi For Edu, ma saranno anche affiancati dai tablet Nexus, una scelta che premierà ancor di più l’adozione di tutta la suite Apps.
In conclusione quello che emerge dalla 6a conferenza I/O è un ecosistema Google ancora più coeso, focalizzato sul futuro delle tecnologie IT e molto attento ai bisogni Business ed Education: come al solito siamo curiosi di provare con mano queste e tutte le novità che il team di Mountain View ci riserverà ancora.
Articolo scritto da Andrea Testa
Laureato in Comunicazione Digitale, curioso ed affascinato dall'informatica, specialista Google Apps. Sviluppatore software, ama tutto ciò che si manifesta sotto forma di intelligenza, tecnica ed innovazione, come il web e l'open source.
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martedì 21 maggio 2013
Cosa e Chi è la SEO.
Ottimizzazione per i motori di ricerca (SEO)
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Chi e Cos’è SEO
Cerchiamo di definirlo con chi la SEO la fa.
SEO è l’acronimo di Search engine optimization o, se parliamo della professione, di Search Engine Optimizer. A differenza di quanto “diciamo” erroneamente riportato dalla documentazione ufficiale di Google su cosa sia la SEO, o meglio nel loro caso il SEO, in questa sorta di guida o anche corso scritto cercherò di dire la mia sull’ottimizzazione per i motori di ricerca e sulla professionalità di chi opera nel settore.
Come primo step e come introduzione voglio prendere in esame proprio il documento che definisco erroneo perché questo sicuramente non rende omaggio alla nostra professione di Search Engine Marketer e disegna volutamente una realtà che tale non è.
La documentazione di Google recita come introduzione la seguente frase:
La decisione di avvalersi di un SEO è una decisione importante che può potenzialmente migliorare il tuo sito e consentirti di risparmiare tempo, ma può anche rischiare di danneggiare il tuo sito e la tua reputazione. Assicurati di comprendere quali sono i vantaggi potenziali nonché i danni che un SEO irresponsabile può causare al tuo sito.
Questo paragrafo oltre ad essere errato nella sostanza è anche un insulto alla nostra professione, ma soprattutto un’offesa a ciò in cui crediamo e a ciò che amiamo, e vi spiego il perché.
La decisione di avvalersi di un SEO è una decisione importante
Senza dubbio la decisione di avvalersi di un SEO è molto importante come dice la documentazione di Google e in Inglese anche la documentazione di Bing. Cosa rende la SEO e coloro che operano nel settore così importanti per la buona riuscita di un progetto sul web deriva in primis dalle seguenti caratteristiche personali:
curiosità,
determinazione,
capacità di ricerca
particolare attenzione ai dettagli.
Tenete a mente la frase che ora scriverò perché va considerata a partire dal livello più basso della scala fino al più elevato…dalla manovalanza alla dirigenza.
Il 90% dei progetti web si portano dietro enormi problemi SEO che derivano da una scorretta implementazione del software.
Se vogliamo condirla di più in quel 90% c’è un buon 50% che somma ai problemi software una incredibile caoticità nel piano editoriale e di produzione dei contenuti.
Un SEO può potenzialmente migliorare il tuo sito e consentirti di risparmiare tempo
Frase falsa e tendenziosa soprattutto se consideriamo il seguito, che esamineremo nel capitoletto successivo. Un SEO migliora il tuo sito e te lo posso assicurare, ma solo se coadiuvato da tutto quel complesso meccanismo che ruota attorno ad un sito/progetto web a partire dal reparto di sviluppo, design, user interaction e experience, copy, marketing, social e relationship/link building fino ad arrivare a quello dirigenziale.
Perché entrano in gioco così tante cose quando si parla di SEO? Fondamentalmente il motivo risiede nel fatto che in un settore così complesso e in continuo mutamento una figura professionale non può da sola governare l’evoluzione di un progetto nella sua interezza ed ecco perché
un SEO NON può consentirti di risparmiare tempo! Non significa un cavolo!
La SEO è una terra di mezzo (molto fertile) dove in un modo o nell’altro confluiscono tutti gli altri attori di un progetto web.
La SEO non è doping, ma preparazione atletica!
Un SEO può anche rischiare di danneggiare il tuo sito e la tua reputazione
La SEO non è doping, ma preparazione atletica!
Se vuoi i risultati devi faticare.
Frase falsa e priva di fondamento. Purtroppo la SEO è una di quelle professioni che non ha regolamentazione e come spesso accade il nostro inflazionato acronimo rientra nelle mire di chiunque voglia garantire o promettere una visibilità amplificata, ma fine a se stessa.
Ci sono moltissimi casi dove l’azienda in modo autonomo danneggia il suo sito o la sua reputazione e non c’è opinione o consulenza che tenga…in quei casi non c’è bisogno di fare Search Marketing.
Bisogna comprendere che la SEO non è magia.
I danni che un SEO irresponsabile può causare al tuo sito
SEO Irresponsabile è dire tutto e dire niente. Una persona irresponsabile non è degna di nessun titolo che sia essa un medico, un avvocato, un commercialista.
Un SEO irresponsabile non è un SEO, ma ricordatevi che la maggior parte di questa fetta che Google descrive ha contribuito lui stesso a crearla e farla proliferare.
Nonostante l’intento comunque positivo della documentazione ufficiale è ovvio che questa sia palesemente inadeguata per definire cosa sia un SEO, ma il risultato è più quello di dire cosa non è.
Un altro problema davvero evidente di questa sorta di spiegazione della professione è che si tratta di una semplice traduzione che utilizza come fonti e come esempi siti in lingua non Italiana e riferimenti difficilmente accessibili da un’utenza Italiana.
Un altro grosso problema, che va assolutamente messo in evidenza, è che alcune delle pratiche che Google esplicita come negative sono tutt’ora utilizzate da alcuni siti che rankano proprio per la chiave dove la documentazione spiega il contrario e altra nota fondamentale è che spesso alcuni aggiornamenti che Google rilascia influiscono solo dopo alcuni mesi anche sulle SERP (Search Engine Result Page) Italiane.
In sintesi è necessario specificare che non esiste un solo Google. Diversi fattori rendono il motore di ricerca così “complessamente” diverso e mutevole e tra questi c’è l’elemento lingua di pertinenza.
Fintantoché non sarà chiaro nelle menti di chi sta cercando un SEO e di chi vuole migliorare il posizionamento sui motori di ricerca (che in Italia “sono” Google) che il motore è mutevole e che Google.it in Italiano è diverso da Google.com in Inglese e così via per tutte le estensioni territoriali e mix di lingue e che subentrano componenti sociali e di personalizzazione fortissime sarà sempre difficile far comprendere alle persone l’importanza dell’ottimizzazione di un sito perché sia fruibile in modo corretto non solo dai motori di ricerca.
Un’altra cosa abbastanza vergognosa è ad esempio il fatto che una risorsa inutile come questa http://it.wikipedia.org/wiki/SEO presieda i primi posti come risorsa che deve istruire chi cerca informazioni sulla definizione.
Non parliamo della risorsa che invece domina la ricerca in questione ossia http://it.wikipedia.org/wiki/Ottimizzazione_(motori_di_ricerca) dove leggiamo già nelle prime righe alcune oscenità oltre che una disarmante semplificazione nel proseguio:
Con il termine ottimizzazione (Search Engine Optimization, SEO, in inglese) si intendono tutte quelle attività finalizzate ad aumentare il volume di traffico (accessi) che un sito web riceve tramite i motori di ricerca. Tali attività comprendono l’ottimizzazione sia del codice sorgente dellapagina web, sia dei contenuti. L’ottimizzazione è parte di un’attività più complessa, quale il marketing dei motori di ricerca (Search Engine Marketing, SEM).
L’attività di ottimizzazione per i motori di ricerca comprende varie operazioni tecniche che vengono effettuate sul codice HTML (incluso il markup) e sui contenuti delle pagine web del sito, nonché sulla struttura ipertestuale complessiva (tecnologie di interazione comprese). Indispensabile è anche l’attività esterna al sito, solitamente effettuata con tecniche di link building, diffusione di comunicati stampa e campagne di article marketing di qualità.
Con il termine ottimizzazione NON si intendono quelle attività volte ad aumentare il traffico tramite i motori di ricerca.
La SEO intesa come ottimizzazione è un’attività che consente di migliorare la qualità di un sito web per fornire una informazione quanto più attinente possibile (e che rispecchi la realtà) all’informazione cercata da un utente. Il traffico è un’altra cosa e rendere una pagina attinente ad un intento di ricerca di una informazione/prodotto/servizio rimane valido per qualsiasi motore di ricerca tra cui anche quello interno al sito stesso.
Quando si parla di SEO è importante pensare all’Information Retrieval e soprattutto non all’aumento di traffico, ma al miglioramente del traffico ricevuto, che non per forza di cose corrisponde ad un aumento di esso, ma piuttosto in molti casi ad una diminuzione dello stesso.
Alla base della SEO c’è la cura della qualità e la capacità di rispondere in modo corretto alla domanda di informazione cercata.
Il secondo paragrafo che parla invece di tecniche di Link Building, Comunicati Stampa e Article Marketing mette in evidenza quanto sia inadeguato l’attuale sistema di ranking dei risultati. Google sta promuovendo un risultato poco attinente e negativamente informativo solamente grazie al favoritismo che riserva (in modo non meritato) a Wikipedia che nella lingua italiana è molto lontano da informazioni corrette e adeguate come avviene invece in lingua inglese.
Conclusione alla premessa
Quanto scritto sopra è solamente un preambolo a quello che cercheremo di realizzare qui su gt per offrire dei contenuti e delle spiegazioni in linea con quanto la SEO merita senza l’approssimazione che il motore di ricerca più noto in Italia e al mondo gli sta attualmente dedicando qui nello stivale.
In breve cercherò di coprire quegli argomenti che recentemente sono diventati parte delle competenze che un SEO Specialist deve possedere in quanto molti temi passati e validi tutt’ora sono affrontati nel libro SEO Power di Giorgio e in una vecchia guida che con questa serie di documenti e considerazioni cercherò di estendere.
Tra queste competenze vanno sicuramente inclusi i seguenti punti:
Ferri del mestiere: Analytics, Webmaster Tools, Strumenti per le parole chiave, Strumenti di Link Intelligence (come Majestic, Ahrefs, OSE), Excel e Operatori avanzati.
Miglioramento dei tempi di caricamento delle pagine: best practice, accorgimenti, strumenti per il monitoraggio, strumenti per l’automazione e concetti come SPOF.
Comprensione del funzionamento del protocollo HTTP e dei codici di risposta.
Aggiornamento su tutte le attività tecniche onsite (Sitemap, Canonical, Authorship, Redirect, Markup strutturato…)
Qualità e rilevanza dei contenuti in base ai contesti.
Aspetti sociali, personalizzazioni e autorevolezza di brand e persone.
Scelte di design multi-piattaforma e architettura informativa incentrata sull’utente.
Monitoraggio del brand (proprio) e dei competitor e stalking avanzato
Tutti questi punti a loro volta si ampliano a dismisura e non sarà sicuramente facile mettere in piedi in modo organico tale enormità di informazioni, ma ci proveremo.
Di seguito ho pensato fosse una buona idea aggiungere il parere di alcuni bravi professionisti su cosa sia la SEO.
Che cosa è la SEO? Il parere ai SEO
Tutti noi sappiamo che ogni definizione in questo campo rischia di essere riduttiva…ma sono definizioni e come tali prendiamole considerando anche tutta la premessa e prendendo tali definizioni come un concentrato estremamente sintetico della materia.
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Chi e Cos’è SEO
Cerchiamo di definirlo con chi la SEO la fa.
SEO è l’acronimo di Search engine optimization o, se parliamo della professione, di Search Engine Optimizer. A differenza di quanto “diciamo” erroneamente riportato dalla documentazione ufficiale di Google su cosa sia la SEO, o meglio nel loro caso il SEO, in questa sorta di guida o anche corso scritto cercherò di dire la mia sull’ottimizzazione per i motori di ricerca e sulla professionalità di chi opera nel settore.
Come primo step e come introduzione voglio prendere in esame proprio il documento che definisco erroneo perché questo sicuramente non rende omaggio alla nostra professione di Search Engine Marketer e disegna volutamente una realtà che tale non è.
La documentazione di Google recita come introduzione la seguente frase:
La decisione di avvalersi di un SEO è una decisione importante che può potenzialmente migliorare il tuo sito e consentirti di risparmiare tempo, ma può anche rischiare di danneggiare il tuo sito e la tua reputazione. Assicurati di comprendere quali sono i vantaggi potenziali nonché i danni che un SEO irresponsabile può causare al tuo sito.
Questo paragrafo oltre ad essere errato nella sostanza è anche un insulto alla nostra professione, ma soprattutto un’offesa a ciò in cui crediamo e a ciò che amiamo, e vi spiego il perché.
La decisione di avvalersi di un SEO è una decisione importante
Senza dubbio la decisione di avvalersi di un SEO è molto importante come dice la documentazione di Google e in Inglese anche la documentazione di Bing. Cosa rende la SEO e coloro che operano nel settore così importanti per la buona riuscita di un progetto sul web deriva in primis dalle seguenti caratteristiche personali:
curiosità,
determinazione,
capacità di ricerca
particolare attenzione ai dettagli.
Tenete a mente la frase che ora scriverò perché va considerata a partire dal livello più basso della scala fino al più elevato…dalla manovalanza alla dirigenza.
Il 90% dei progetti web si portano dietro enormi problemi SEO che derivano da una scorretta implementazione del software.
Se vogliamo condirla di più in quel 90% c’è un buon 50% che somma ai problemi software una incredibile caoticità nel piano editoriale e di produzione dei contenuti.
Un SEO può potenzialmente migliorare il tuo sito e consentirti di risparmiare tempo
Frase falsa e tendenziosa soprattutto se consideriamo il seguito, che esamineremo nel capitoletto successivo. Un SEO migliora il tuo sito e te lo posso assicurare, ma solo se coadiuvato da tutto quel complesso meccanismo che ruota attorno ad un sito/progetto web a partire dal reparto di sviluppo, design, user interaction e experience, copy, marketing, social e relationship/link building fino ad arrivare a quello dirigenziale.
Perché entrano in gioco così tante cose quando si parla di SEO? Fondamentalmente il motivo risiede nel fatto che in un settore così complesso e in continuo mutamento una figura professionale non può da sola governare l’evoluzione di un progetto nella sua interezza ed ecco perché
un SEO NON può consentirti di risparmiare tempo! Non significa un cavolo!
La SEO è una terra di mezzo (molto fertile) dove in un modo o nell’altro confluiscono tutti gli altri attori di un progetto web.
La SEO non è doping, ma preparazione atletica!
Un SEO può anche rischiare di danneggiare il tuo sito e la tua reputazione
La SEO non è doping, ma preparazione atletica!
Se vuoi i risultati devi faticare.
Frase falsa e priva di fondamento. Purtroppo la SEO è una di quelle professioni che non ha regolamentazione e come spesso accade il nostro inflazionato acronimo rientra nelle mire di chiunque voglia garantire o promettere una visibilità amplificata, ma fine a se stessa.
Ci sono moltissimi casi dove l’azienda in modo autonomo danneggia il suo sito o la sua reputazione e non c’è opinione o consulenza che tenga…in quei casi non c’è bisogno di fare Search Marketing.
Bisogna comprendere che la SEO non è magia.
I danni che un SEO irresponsabile può causare al tuo sito
SEO Irresponsabile è dire tutto e dire niente. Una persona irresponsabile non è degna di nessun titolo che sia essa un medico, un avvocato, un commercialista.
Un SEO irresponsabile non è un SEO, ma ricordatevi che la maggior parte di questa fetta che Google descrive ha contribuito lui stesso a crearla e farla proliferare.
Nonostante l’intento comunque positivo della documentazione ufficiale è ovvio che questa sia palesemente inadeguata per definire cosa sia un SEO, ma il risultato è più quello di dire cosa non è.
Un altro problema davvero evidente di questa sorta di spiegazione della professione è che si tratta di una semplice traduzione che utilizza come fonti e come esempi siti in lingua non Italiana e riferimenti difficilmente accessibili da un’utenza Italiana.
Un altro grosso problema, che va assolutamente messo in evidenza, è che alcune delle pratiche che Google esplicita come negative sono tutt’ora utilizzate da alcuni siti che rankano proprio per la chiave dove la documentazione spiega il contrario e altra nota fondamentale è che spesso alcuni aggiornamenti che Google rilascia influiscono solo dopo alcuni mesi anche sulle SERP (Search Engine Result Page) Italiane.
In sintesi è necessario specificare che non esiste un solo Google. Diversi fattori rendono il motore di ricerca così “complessamente” diverso e mutevole e tra questi c’è l’elemento lingua di pertinenza.
Fintantoché non sarà chiaro nelle menti di chi sta cercando un SEO e di chi vuole migliorare il posizionamento sui motori di ricerca (che in Italia “sono” Google) che il motore è mutevole e che Google.it in Italiano è diverso da Google.com in Inglese e così via per tutte le estensioni territoriali e mix di lingue e che subentrano componenti sociali e di personalizzazione fortissime sarà sempre difficile far comprendere alle persone l’importanza dell’ottimizzazione di un sito perché sia fruibile in modo corretto non solo dai motori di ricerca.
Un’altra cosa abbastanza vergognosa è ad esempio il fatto che una risorsa inutile come questa http://it.wikipedia.org/wiki/SEO presieda i primi posti come risorsa che deve istruire chi cerca informazioni sulla definizione.
Non parliamo della risorsa che invece domina la ricerca in questione ossia http://it.wikipedia.org/wiki/Ottimizzazione_(motori_di_ricerca) dove leggiamo già nelle prime righe alcune oscenità oltre che una disarmante semplificazione nel proseguio:
Con il termine ottimizzazione (Search Engine Optimization, SEO, in inglese) si intendono tutte quelle attività finalizzate ad aumentare il volume di traffico (accessi) che un sito web riceve tramite i motori di ricerca. Tali attività comprendono l’ottimizzazione sia del codice sorgente dellapagina web, sia dei contenuti. L’ottimizzazione è parte di un’attività più complessa, quale il marketing dei motori di ricerca (Search Engine Marketing, SEM).
L’attività di ottimizzazione per i motori di ricerca comprende varie operazioni tecniche che vengono effettuate sul codice HTML (incluso il markup) e sui contenuti delle pagine web del sito, nonché sulla struttura ipertestuale complessiva (tecnologie di interazione comprese). Indispensabile è anche l’attività esterna al sito, solitamente effettuata con tecniche di link building, diffusione di comunicati stampa e campagne di article marketing di qualità.
Con il termine ottimizzazione NON si intendono quelle attività volte ad aumentare il traffico tramite i motori di ricerca.
La SEO intesa come ottimizzazione è un’attività che consente di migliorare la qualità di un sito web per fornire una informazione quanto più attinente possibile (e che rispecchi la realtà) all’informazione cercata da un utente. Il traffico è un’altra cosa e rendere una pagina attinente ad un intento di ricerca di una informazione/prodotto/servizio rimane valido per qualsiasi motore di ricerca tra cui anche quello interno al sito stesso.
Quando si parla di SEO è importante pensare all’Information Retrieval e soprattutto non all’aumento di traffico, ma al miglioramente del traffico ricevuto, che non per forza di cose corrisponde ad un aumento di esso, ma piuttosto in molti casi ad una diminuzione dello stesso.
Alla base della SEO c’è la cura della qualità e la capacità di rispondere in modo corretto alla domanda di informazione cercata.
Il secondo paragrafo che parla invece di tecniche di Link Building, Comunicati Stampa e Article Marketing mette in evidenza quanto sia inadeguato l’attuale sistema di ranking dei risultati. Google sta promuovendo un risultato poco attinente e negativamente informativo solamente grazie al favoritismo che riserva (in modo non meritato) a Wikipedia che nella lingua italiana è molto lontano da informazioni corrette e adeguate come avviene invece in lingua inglese.
Conclusione alla premessa
Quanto scritto sopra è solamente un preambolo a quello che cercheremo di realizzare qui su gt per offrire dei contenuti e delle spiegazioni in linea con quanto la SEO merita senza l’approssimazione che il motore di ricerca più noto in Italia e al mondo gli sta attualmente dedicando qui nello stivale.
In breve cercherò di coprire quegli argomenti che recentemente sono diventati parte delle competenze che un SEO Specialist deve possedere in quanto molti temi passati e validi tutt’ora sono affrontati nel libro SEO Power di Giorgio e in una vecchia guida che con questa serie di documenti e considerazioni cercherò di estendere.
Tra queste competenze vanno sicuramente inclusi i seguenti punti:
Ferri del mestiere: Analytics, Webmaster Tools, Strumenti per le parole chiave, Strumenti di Link Intelligence (come Majestic, Ahrefs, OSE), Excel e Operatori avanzati.
Miglioramento dei tempi di caricamento delle pagine: best practice, accorgimenti, strumenti per il monitoraggio, strumenti per l’automazione e concetti come SPOF.
Comprensione del funzionamento del protocollo HTTP e dei codici di risposta.
Aggiornamento su tutte le attività tecniche onsite (Sitemap, Canonical, Authorship, Redirect, Markup strutturato…)
Qualità e rilevanza dei contenuti in base ai contesti.
Aspetti sociali, personalizzazioni e autorevolezza di brand e persone.
Scelte di design multi-piattaforma e architettura informativa incentrata sull’utente.
Monitoraggio del brand (proprio) e dei competitor e stalking avanzato
Tutti questi punti a loro volta si ampliano a dismisura e non sarà sicuramente facile mettere in piedi in modo organico tale enormità di informazioni, ma ci proveremo.
Di seguito ho pensato fosse una buona idea aggiungere il parere di alcuni bravi professionisti su cosa sia la SEO.
Che cosa è la SEO? Il parere ai SEO
Tutti noi sappiamo che ogni definizione in questo campo rischia di essere riduttiva…ma sono definizioni e come tali prendiamole considerando anche tutta la premessa e prendendo tali definizioni come un concentrato estremamente sintetico della materia.
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